K-Way: la giacca che sta in tasca e ha fatto la storia
Tutto comincia nel 1965 a Parigi, in un pomeriggio di pioggia. Léon-Claude Duhamel, imprenditore tessile, siede al tavolino di un caffè e osserva i passanti fradici sotto l'acquazzone. Gli viene un'idea semplice e geniale: creare una giacca impermeabile leggerissima, in nylon, che si possa ripiegare e chiudere in una piccola tasca, da portare sempre con sé "in caso" di pioggia. In francese "in caso" si dice "en cas", e da lì nasce il nome: prima "En-Cas", poi K-Way, con un tocco anglofono pensato per conquistare il mondo.
Il successo è immediato. La giacca con il marsupio integrato, la zip frontale e le iconiche strisce colorate lungo la cerniera diventa un oggetto di culto. Negli anni Settanta e Ottanta K-Way è ovunque: nelle gite scolastiche, in montagna, al mare, nelle città. Il suo nome diventa così famoso da trasformarsi, in Italia e in Francia, in un sostantivo comune: ancora oggi, per molti, qualsiasi giacca antipioggia leggera è semplicemente "un K-Way".
Nel 2004 il marchio entra a far parte di BasicNet, il gruppo torinese che possiede anche Kappa, Superga e Sebago, e vive una nuova giovinezza. Il celebre modello Le Vrai, l'originale ripiegabile, resta il cuore della collezione, affiancato da piumini, parka, giacche tecniche, abbigliamento e accessori per uomo, donna e bambino. Le collaborazioni con designer e marchi della moda contemporanea hanno portato K-Way anche nel mondo dello streetwear e del fashion, senza mai perdere il suo spirito pratico e democratico.
Oltre sessant'anni dopo quel pomeriggio piovoso, K-Way resta la stessa idea brillante: un capo leggero, colorato e sempre pronto, perché il meteo può cambiare, ma lo stile no.
K-Way. Dal 1965, pronto in caso di pioggia.