Gianfranco Ferré: l'architetto della moda
Gianfranco Ferré nasce nel 1944 a Legnano, vicino a Milano, e si laurea in architettura al Politecnico di Milano. È proprio questa formazione a rendere unico il suo modo di fare moda: per lui un abito si progetta come un edificio, con rigore, proporzioni e strutture studiate nei minimi dettagli. Dopo gli esordi come disegnatore di gioielli e accessori e un periodo di lavoro in India, che gli lascia un amore profondo per i colori e i tessuti, nel 1978 presenta la sua prima collezione donna con il proprio nome.
Il successo è immediato. Lo stile Ferré si riconosce per i volumi scultorei, i tagli architettonici, le linee nette e un uso sapiente di materiali preziosi, sempre al servizio di una femminilità forte e sicura di sé. Tra i suoi simboli più celebri c'è la camicia bianca, che Ferré reinventa in infinite variazioni trasformandola in un capo da sogno, scolpito e sorprendente. Non a caso la stampa lo soprannomina "l'architetto della moda".
Negli anni Ottanta la maison cresce con le collezioni uomo, gli accessori e i profumi, diventando uno dei nomi di punta della moda italiana nel mondo. Nel 1989 Ferré viene chiamato a guidare l'alta moda di Christian Dior a Parigi, primo stilista italiano a ricoprire quel ruolo, che mantiene fino al 1996, portando nella maison francese la sua eleganza rigorosa e spettacolare.
Gianfranco Ferré si spegne a Milano nel 2007, lasciando un patrimonio creativo che continua a ispirare designer e studiosi; il suo archivio è oggi custodito dal Centro Ricerche Gianfranco Ferré del Politecnico di Milano. Dopo diversi passaggi di proprietà, il marchio appartiene al gruppo emiratino Paris Group e vive soprattutto attraverso collezioni in licenza, come le calzature.
Il nome Ferré resta sinonimo di un'eleganza costruita, potente e senza tempo, dove ogni abito è un progetto e ogni dettaglio ha un senso.
Gianfranco Ferré. L'eleganza progettata.